Manovra di bilancio 2017: le novità previdenziali

La bozza della Manovra di bilancio 2017 prevede, per quanto concerne specificamente l’ambito previdenziale, molte novità che avranno lo scopo di rendere più facile l’entrata e l’uscita dal mercato del lavoro per una particolare platea di lavoratori.

Di seguito i temi più importanti:

  • Anticipo Pensionistico Volontario (APe Volontario)
    • Requisiti: l’Anticipo Pensionistico volontario (APE) sarà destinato ai lavoratori con almeno:
      • 63 anni (la platea di destinatari della misura comprende i lavoratori nati tra il 1951 e il 1953, quindi i lavoratori con età tra 63 e 65 anni);
      • e a cui mancano al massimo 3 anni e 7 mesi di contributi per l’ottenimento della pensione.
    • Meccanismo di applicazione:  la misura comporta un anticipo fornito da un istituto di credito e la stipulazione di una polizza assicurativa contro il rischio di premorienza. Sarà l’istituto di credito a erogare il “trattamento sostitutivo” per il periodo di tempo antecedente alla pensione e all’effettivo raggiungimento dell’età pensionistica, la effettiva pensione erogata dall’istituto previdenziale sarà decurtata delle somme utilizzate per anticipare il pensionamento. Ma attenzione: l’ammortamento del prestito sarà effettuato con riferimento a un arco temporale di 20 anni, rendendo quindi minimo il “peso” della misura sull’importo della pensione.
  • Anticipo Pensionistico Sociale (APe Sociale)
    • Requisiti:  Per i lavoratori che si trovano in particolari condizioni di difficoltà e che non hanno la possibilità di “permettersi” un pensionamento anticipato, provvederà l’Istituto previdenziale. Nello specifico la misura è rivolta a:
      • disoccupati, disabili e soggetti con familiari disabili con almeno 30 anni di contribuzione;
      • o a lavoratori che svolgono mansioni particolarmente gravose con almeno 36 anni di contribuzione.
    • Limite importo lordo mensile: per quanto concerne anche il limite di pensione lorda oltre il quale il prestito non sarebbe stato a carico dello Stato: la soglia prima fissata a 1350 euro lordi, sale a 1500 euro lordi: oltre questo valore quindi il lavoratore dovrà contribuire all’anticipo pensionistico.
  • Anticipo Pensionistico Aziendale (APe Aziendale)
    • Per i lavoratori prossimi all’età pensionabile, previo accordo tra le parti, il datore di lavoro potrà pagare una quota di contribuzione correlata alla retribuzione, allo scopo di aumentare la pensione e ridurre così gli oneri concernenti la concessione dell’anticipo. In tal caso il datore di lavoro potrebbe godere di interventi di agevolazione fiscale per favorire tali quote di contribuzione aggiuntiva.
  • Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA)
    • Sarà più facile, per chi ha avuto accesso alla previdenza complementare, anticipare l’età di pensionamento in quanto i fondi necessari ad anticipare la pensione potrebbero attingere proprio alla previdenza complementare. Inoltre da un punto di vista sia normativo che fiscale si avrebbe una tassazione inferiore a quella attualmente prevista per le anticipazioni, e pari a quella prevista sulla pensione complementare erogata in rendita.
  • Estensione della quattordicesima
    • La quattordicesima verrà estesa a chi ha redditi lordi compresi tra 1,5 e 2 volte il mimino pensionistico (ora è concessa solo ai pensionati con redditi lordi fino a 1,5 volte il trattamento minimo), che si attesta per quest’a anno a 501,89 euro.
    • Inoltre gli importi della quattordicesima che ora si attestano a:
      • 336 euro fino a 15 anni di contributi;
      • 420 euro fino a 25 anni di contributi;
      • 504 euro oltre 25 anni di contributi;
    • con la Legge di Stabilità potrebbero attestarsi a:
      • 437euro fino a 15 anni di contributi;
      • 546 euro fino a 25 anni di contributi;
      • 655 euro oltre 25 anni di contributi.
  • Detrazione d’imposta
    • aumento della detrazione d’imposta (riconosciuta fino a 55.000 euro) per tutti i pensionati al fine di uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro) check here.
  • Decontribuzione
    • Si prevede che le aziende che assumano giovani dopo lo svolgimento di un periodo di alternanza scuola-lavoro o al termine del tirocinio curriculare per gli studenti universitari, possano ottenere la decontribuzione. Infatti, si prevedrebbe che se entro sei mesi dal conseguimento del titolo i giovani che hanno effettuato il cosiddetto on the job training, vengono assunti a tempo indeterminato, i datori di lavoro avranno lo sgravio per ben 36 mesi. Ancora nulla si sa comunque con riferimento all’ammontare del bonus.

Fonte: In|f Edizioni – CAFCDL

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.